FFF: intervista esclusiva con Michael Moorcock
by Giasbro on lug.05, 2011, under Authors, FanEvents
Michael Moorcock, autore della bellissima saga fantasy “Elric di Melniboné“, ha concesso ai visitatori del Fantasy Fan Fest l’opportunità di inviargli delle domande a cui ha risposto personalmente.
Vediamo cosa ci racconta il prolifico autore britannico nella traduzione di questa intervista.
D: E’ nota la tua scarsa considerazione de Il Signore degli Anelli, che nel saggio “Epic Pooh” hai paragonato alle storie di Winnie the Pooh: puoi riassumere brevemente per chi non ha letto il saggio la tua critica a Tolkien?
R: Mi riferivo al tono “da asilo” che molti scrittori inglesi usavano nel XX secolo. Lo stesso tono che usavano i programmi per bambini della BBC, il cui compito era convincere i piccoli telespettatori a “fare i bravi”. Mi ha sempre fatto sentire come una vittima di una “cospirazione da classe media”. Sia Tolkien che Milne sembravano promotori di questa stessa cospirazione.
D: Quindi quali sono gli scrittori più influenti nel fantasy e quali quelli che ti hanno più influenzato?
R: Come scrittori fantasy Edgar Rice Burroughs, Robert E. Howard e Leigh Brackett. Più in generale direi Dickens, Meredith, Firbank, Wodehouse,Bowen, Peake, Angus Wilson, ma ce ne sono molti altri.
D: Sono più di quarant’anni che scrivi romanzi e racconti fantasy: pensi che oggi il genere fantasy sia ancora attuale e vitale? Come vedi il fantasy oggi, anche al di là della scena letteraria (cinema, tv, fumetti, giochi)?
R: Oggigiorno non leggo più nulla di fantasy o fantascienza. Elric compie oggi 50 anni (è del giugno 1961) e da allora ho letto pochissimo fantasy. Penso che sia possibile scrivere ancora dell’ottimo fantasy al giorno d’oggi, ma ammetto che non sarebbe di mio interesse. Se adesso avessi 18 anni, dubito che il fantasy mi appassionerebbe.
D: Cosa ne pensi del gioco di ruolo Stormbringer?
R: Amo la versione della Mongoose.
D: Come mai c’è un solo gioco su Elric? Non ami vedere i tuoi personaggi confinati in un gioco? O semplicemente non hai ricevuto richieste interessanti? Al di la di tutto, tu sei un giocatore?
R: Non sono un giocatore ma conosco molti autori di giochi. Tempo fa avevo permesso sia a D&D che alla Chaosium di avere gratuitamente i diritti dei miti di Elric. Poi si sono fatti battaglia legale per quei diritti! A quel punto li ho concessi in esclusiva alla Chaosium. Ma fu un errore. Ora ho un buon accordo con la Mongoose. Ho scritto anche un gioco nuovo per gli Origin, ma quando la EA ci ha messo lo zampino il progetto è stato chiuso. Amo lavorare con gli autori di giochi. Molto meglio che con i produttori cinematografici. I game designer capiscono meglio l’importanza della struttura narrativa.
D: Quasi tutte le tue opere sono collegate tra loro dai concetti di multiverso e di campione eterno: com’è nata questa idea di inserire tutto in un unico disegno?
R: È nata spontaneamente. La prima opera fu “The Eternal Champion” (del 1957) e quindi ho scritto “The Sundered Worlds (1962). Quasi contemporaneamente mi è venuta l’idea che tutte le mie storie potessero essere tasselli di un mondo fantasy più complesso. Questo mi permette di raccontare la storia dal punto di vista di diversi personaggi.
D: Elric è un personaggio molto popolare nonostante non incarni il classico eroe fantasy: quali sono gli elementi che lo rendono così affascinante? Forse proprio la sua atipicità? Come mai ha ispirato così tante canzoni?
R: Probabilmente ha ispirato canzoni, storie e influenzato il modo di creare altri personaggi grazie alla sua “risonanza mitica”. Mi è molto difficile rispondere a questa domanda. Non so il motivo, lo fa e basta.
D: Qualche anno fa si era parlato di una trasposizione cinematografica delle storie di Elric da parte dei fratelli Weitz, i registi de La Bussola d’Oro e New Moon. Il progetto è fermo?
R: Lo studio Universal aveva intenzione di produrlo affidandolo ai fratelli Weitz, ma lo scorso anno non ha rinnovato l’opzione. Mi piacciono i Weitz, ma credo onestamente che siano indicati per film “sentimentali”. Sono curioso di vedere l’ultimo lavoro di Chris sui lavoratori immigrati a Los Angeles. Si sono interessati altri due registi. Uno di loro mi piace particolarmente.
D: C’è qualcosa che vuoi dire ai tuoi fans italiani?
R: Soltanto che ho amato incontrare i miei fans italiani in passato, perciò spero di poterli re-incontrare nel prossimo futuro.